Un nuovo studio SparkToro certifica il sorpasso: due ricerche Google su tre non producono più un clic verso i siti. Tra AI Overviews e AI Mode, ecco i numeri veri e le mosse concrete per non perdere clienti.
Di Luca Giovannetti · 6 luglio 2026 · News dal Futuro · 9 min di lettura
In breve
Il 68,01% delle ricerche su Google negli Stati Uniti si chiude senza un clic verso siti esterni: lo rileva un nuovo studio SparkToro su dati Similarweb (gennaio–aprile 2026). Le AI Overviews compaiono ormai su oltre il 20% delle ricerche e, quando ci sono, il tasso di clic crolla di quasi il 60%. La SEO non è morta: ricerche locali, di brand e ad alta intenzione di acquisto portano ancora traffico. Ma chi vive di visite informative deve cambiare strategia adesso: visibilità nei motori AI, brand e canali diretti contano quanto il posizionamento.
Il dato arriva da una ricerca firmata SparkToro, la società di Rand Fishkin, basata su dati di clickstream Similarweb relativi alle ricerche Google effettuate negli Stati Uniti tra gennaio e aprile 2026. Il risultato: il 68,01% delle ricerche termina senza alcun clic verso un sito esterno. Nel 2024 la stessa metrica si fermava al 60,45%. In due anni, quindi, il fenomeno zero-click è cresciuto di 7,56 punti percentuali.
Non è tutto. La quota di ricerche che genera almeno un clic — organico, a pagamento o verso proprietà Google come Maps e YouTube — è scesa di 9,51 punti percentuali tra il 2024 e il 2026, un calo del 22,9%. Nello stesso periodo, la quota di ricerche che porta a un'altra ricerca su Google è salita di 7,2 punti: le persone non escono dal motore, ci restano dentro, raffinando la domanda finché la risposta non arriva direttamente in pagina.
La notizia è stata riportata da Search Engine Land il 9 giugno 2026 e lo studio completo è disponibile sul blog di SparkToro. Fonte: Search Engine Land, "Google zero-click searches hit 68% in early 2026: Study" (9 giugno 2026) e lo studio originale di SparkToro.

Una ricerca "zero-click" è una ricerca che si esaurisce nella pagina dei risultati: l'utente legge la risposta — un box informativo, una AI Overview, una scheda locale, un risultato meteo o di borsa — e chiude. Nessuna visita al sito che quella risposta l'ha resa possibile. Per l'utente è comodità pura. Per chi pubblica contenuti è un cambio di paradigma: il lavoro editoriale continua ad alimentare Google, ma il traffico di ritorno si assottiglia anno dopo anno.
Secondo SparkToro, le AI Overviews — i riassunti generati dall'intelligenza artificiale in cima ai risultati — compaiono ormai su oltre il 20% delle ricerche. E quando compaiono, il tasso di clic verso i risultati tradizionali si riduce di quasi il 60%. Lo studio non isola con precisione quanto dell'aumento complessivo dello zero-click sia attribuibile alle AI Overviews, ma la correlazione è difficile da ignorare: più risposte generate in pagina, meno motivi per cliccare.
C'è poi AI Mode, l'esperienza di ricerca conversazionale di Google. Nel periodo analizzato pesava ancora poco: solo lo 0,34% delle ricerche transitava in AI Mode. Ma attenzione a liquidarlo: a I/O 2026 Google ha annunciato che AI Mode ha superato un miliardo di utenti mensili, con volumi di query che raddoppiano ogni trimestre. Se il trend regge, l'impatto sul comportamento di ricerca — e sul traffico dei siti — è destinato a crescere in fretta.
SparkToro monitora il fenomeno da anni, pur con fonti dati e metodologie diverse nel tempo (quindi i confronti storici vanno letti come tendenza, non come misure perfettamente omogenee). Nel 2019 le ricerche senza clic erano il 49%, salite al 50,33% a fine anno. Nel 2020 il dato toccava il 64,82%. Nel 2024 la misurazione su dati Datos indicava il 58,5% negli Stati Uniti e il 59,7% nell'Unione Europea. Oggi siamo al 68,01%. Fonti diverse, direzione unica: Google trattiene una quota crescente dell'attenzione che genera. Meno di una ricerca su tre, oggi, manda un visitatore fuori dal perimetro di Mountain View.
Risposta diretta: perché il traffico organico "gratuito" che per quindici anni ha alimentato siti, blog e schede prodotto si sta riducendo strutturalmente, anche per chi mantiene ottime posizioni. Se la tua strategia di acquisizione clienti dipende in larga parte dalle visite che arrivano da Google, il terreno sotto i piedi si sta muovendo: puoi essere primo su una parola chiave e ricevere comunque meno clic di un anno fa, perché la risposta viene mostrata — e consumata — direttamente nella pagina dei risultati.
Per un'impresa italiana di piccole o medie dimensioni le implicazioni sono tre. Primo: misurare la visibilità solo con le sessioni del sito è ormai fuorviante; puoi essere molto più visibile di prima (citato nelle AI Overviews, mostrato nel pannello locale) generando meno traffico. Secondo: il valore si sposta dal clic alla citazione e al ricordo del brand — chi viene nominato dalla risposta AI vince, anche senza visita. Terzo: i canali che non dipendono da un algoritmo — newsletter, WhatsApp, community, passaparola strutturato — passano da "nice to have" a infrastruttura strategica.
Lo studio è chiaro anche su questo: l'impatto non è uniforme. I più esposti sono editori, blog e siti che vivono di contenuti informativi generici — definizioni, guide base, "come fare" ad alto volume — perché sono esattamente le domande che un'AI Overview soddisfa in tre righe. Rand Fishkin, co-fondatore di SparkToro, consiglia infatti di investire in notorietà e influenza sulle piattaforme dove il pubblico passa il tempo, a prescindere dal fatto che quei presidi portino visite dirette al sito.
Restano invece resilienti tre categorie: le ricerche di brand (chi cerca il tuo nome vuole te, non un riassunto), le ricerche locali (il percorso "cerco, chiamo, vado" funziona ancora, soprattutto con una scheda Google curata) e le ricerche transazionali ad alta intenzione (preventivi, prenotazioni, acquisti). È una buona notizia per commercianti, studi professionali e attività di servizi del territorio: il gioco locale è ancora apertissimo, come raccontiamo nella nostra guida su come farsi trovare su Google nella propria zona.

Risposta diretta: smettere di ottimizzare solo per il clic e iniziare a ottimizzare per la risposta. In pratica significa lavorare su tre fronti insieme: diventare la fonte che le AI citano (GEO), presidiare le ricerche che ancora convertono (local e transazionali) e costruire canali proprietari che nessun algoritmo può togliere.
Ecco i passi pratici da cui partire questa settimana:
1. Fai un censimento del tuo traffico. Apri Search Console e Analytics e separa il traffico informativo da quello di brand, locale e transazionale. Ora sai quanta parte del tuo business è esposta allo zero-click. Se non sai da dove cominciare, abbiamo spiegato il metodo in come capire se il tuo sito sta funzionando davvero.
2. Struttura i contenuti per essere citato. Risposte dirette nei primi paragrafi, dati con fonte, FAQ, markup schema: sono i segnali che le AI usano per scegliere chi nominare. È la differenza tra SEO e GEO che abbiamo approfondito in SEO e GEO: qual è la differenza.
3. Blinda il presidio locale. Scheda Google aggiornata, recensioni fresche, orari e servizi completi, foto reali. Le ricerche locali sono tra le poche che portano ancora contatti diretti.
4. Trasforma ogni visita in un contatto. Se i clic diminuiscono, ogni clic vale di più: il sito deve catturare il contatto (form, WhatsApp, newsletter) al primo passaggio, non sperare nel ritorno. È l'impianto che costruiamo con Da Lead a Cash.
5. Misura le citazioni AI, non solo le sessioni. Controlla se e come ChatGPT, Gemini e le AI Overviews citano il tuo brand quando un cliente tipo fa le domande giuste. Quello è il nuovo posizionamento.
Aspettare che passi. Lo zero-click non è una moda ma una traiettoria misurata dal 2019: 49%, 64%, 58%, 68%. Ogni trimestre di attesa è quota di attenzione regalata ai concorrenti che si stanno già posizionando nelle risposte AI.
Produrre più contenuti generici. Raddoppiare gli articoli "che cos'è X" è la risposta sbagliata al problema giusto: quelle domande le risolve l'AI in pagina. Servono contenuti con esperienza diretta, dati propri, casi reali — ciò che un riassunto non può replicare.
Giudicare tutto dal traffico. Se il report mensile guarda solo le sessioni, vedrai un declino e concluderai che "la SEO non funziona più". Falso: funziona diversamente. Impression, citazioni, chiamate dalla scheda Google, ricerche di brand in crescita: sono questi i numeri da mettere accanto alle visite.
Ignorare i canali proprietari. Continuare a costruire la casa su terreno in affitto — che sia Google o un social — senza mai chiedere un contatto diretto è l'errore strategico più costoso di questa fase.
Tagliare il sito. Paradossalmente, qualcuno conclude che "tanto non clicca più nessuno, il sito non serve". È l'opposto: le AI attingono dai siti per costruire le risposte, e chi arriva sul tuo sito oggi è più qualificato di ieri. Un sito professionale, veloce e strutturato per i motori AI è il requisito d'ingresso, non un optional.
Da mesi ripetiamo ai nostri clienti una frase semplice: la visibilità non sparisce, si sposta. Il clic era la valuta della vecchia Google; la citazione è la valuta della nuova. Questo studio mette un numero preciso su qualcosa che vedevamo già nei dati di chi seguiamo: impression in crescita, clic in calo, e — dove abbiamo lavorato di GEO — citazioni AI che iniziano a portare richieste "sei stato consigliato da ChatGPT".
La nostra ricetta operativa non cambia, si rafforza: contenuti answer-ready costruiti per essere citati, presidio locale maniacale, e un impianto di acquisizione che trasforma ogni contatto in una relazione tracciata — perché quando i volumi scendono, la conversione è l'unico moltiplicatore che controlli davvero. Se vuoi capire dove sei esposto e dove puoi vincere, parliamone: l'analisi iniziale è senza impegno.
1. Separa nel tuo analytics il traffico informativo da brand, local e transazionale.
2. Identifica le 10 domande che i tuoi clienti fanno alle AI e verifica chi viene citato.
3. Riscrivi le pagine chiave con risposta diretta nei primi 40 parole e FAQ in fondo.
4. Aggiungi schema markup (FAQPage, LocalBusiness, Article) dove manca.
5. Aggiorna la scheda Google: servizi, foto, post, risposta alle recensioni.
6. Inserisci un punto di cattura contatto (WhatsApp, form breve, newsletter) su ogni pagina di valore.
7. Pubblica almeno un contenuto al mese con dati o esperienza che solo tu possiedi.
8. Aggiungi al report mensile impression, citazioni AI e ricerche di brand, non solo sessioni.
Sono le ricerche che si concludono nella pagina dei risultati di Google, senza alcun clic verso siti esterni: l'utente trova la risposta direttamente in un box AI, in una scheda o in un widget e non visita nessun sito.
Lo studio SparkToro misura le ricerche negli Stati Uniti. Per l'Italia non esiste un dato equivalente aggiornato, ma la rilevazione 2024 indicava un'Unione Europea (59,7%) già sopra gli USA (58,5%): la dinamica è la stessa, con tempi leggermente diversi perché le AI Overviews arrivano in Italia con qualche mese di ritardo.
No. Cambia il bersaglio: meno ottimizzazione per il clic generico, più lavoro per essere citati dalle AI (GEO) e per dominare le ricerche locali, di brand e transazionali, che continuano a generare contatti e vendite.
Secondo i dati SparkToro sì: quando una AI Overview è presente — succede in oltre il 20% delle ricerche — il tasso di clic verso i risultati si riduce di quasi il 60%.
Dalla scheda Google e dal sito: presidio locale curato, pagine con risposte dirette e un canale di contatto immediato. Sono gli interventi con il miglior rapporto tra costo e ritorno, e la base per qualsiasi lavoro di GEO successivo.
Il traffico che scompare non è attenzione che scompare: è attenzione che Google e le AI stanno redistribuendo secondo nuove regole. Chi impara le regole prima degli altri — su questo territorio quasi nessuno l'ha ancora fatto — si prende un vantaggio che durerà anni. Sul nostro blog News dal Futuro continueremo a seguire i numeri, studio dopo studio.
Fonte: Search Engine Land — Google zero-click searches hit 68% in early 2026: Study, di Danny Goodwin, 9 giugno 2026; studio originale: SparkToro. Consultati il 6 luglio 2026.
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