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Google porta i report sull’AI in Search Console: ora misuri la visibilita su AI Overviews e AI Mode

Per anni la domanda è stata una sola: a che posizione sei su Google? Da oggi non basta più. Google ha aperto dentro Search Console nuovi report che mostrano quanto e come il tuo sito compare nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale. È un cambiamento silenzioso ma enorme per chiunque voglia farsi trovare online.

Di Luca Giovannetti · 22 giugno 2026 · News dal Futuro · 9 min di lettura

In breve
  • Google ha introdotto in Search Console nuovi report sulle prestazioni nell’AI generativa, con viste dedicate per Ricerca e Discover.
  • Mostrano impression e visibilità del tuo sito dentro AI Overviews e AI Mode.
  • Per aziende e professionisti significa misurare, non più solo immaginare, la presenza nei motori AI.
  • Google ribadisce che le policy anti-spam valgono anche per l’AI: comprare o manipolare citazioni è vietato.
  • Fonte: Google Search Central Blog – Introducing Search Generative AI performance reports in Search Console (3 giugno 2026).

Cosa ha annunciato Google (e quando)

Il 3 giugno 2026 Google ha annunciato sul suo blog ufficiale per sviluppatori, Search Central, il lancio di una nuova famiglia di report dedicati alle prestazioni nell’AI generativa all’interno di Search Console, lo strumento gratuito che ogni sito può collegare al proprio dominio. La novità prevede viste dedicate sia per la Ricerca sia per Discover, pensate per aiutarti a capire quanto il tuo sito è visibile dentro le funzionalità di AI generativa di Google: in particolare gli AI Overviews, i riquadri di risposta generati in cima ai risultati, e l’AI Mode, la modalità di ricerca conversazionale.

Detta in modo diretto: fino a ieri sapevi a che posizione ti trovavi tra i classici link blu; da oggi inizi a sapere se e quanto compari dentro le risposte scritte dall’intelligenza artificiale. Per la prima volta esiste un dato ufficiale, dentro uno strumento che molti imprenditori già hanno installato senza saperlo, che mette nero su bianco la tua presenza nei motori AI. Non è una stima di un tool esterno: è Google che te lo dice.

Cosa sono i report sull’AI generativa in Search Console

Search Console è il pannello gratuito con cui Google comunica al proprietario di un sito come va la sua presenza nella Ricerca: quante volte sei comparso (impression), quante volte ti hanno cliccato, per quali parole, da quali pagine. Con il nuovo aggiornamento, questi dati si estendono al territorio dell’AI generativa.

AI Overviews e AI Mode, spiegati semplice

Gli AI Overviews sono quei riquadri che da qualche tempo trovi in cima a molte ricerche: invece di un elenco di link, Google scrive una risposta sintetica e cita alcune fonti. L’AI Mode è un passo oltre: è una vera conversazione, in cui l’utente fa una domanda, ottiene una risposta ragionata e può incalzare con altre domande, come farebbe con un assistente. In entrambi i casi il comportamento del cliente cambia: non scorre dieci risultati, legge una risposta. Se la tua azienda è tra le fonti citate, esisti. Se non lo sei, per quel cliente sei invisibile, anche se sei primo tra i link tradizionali.

Ricerca e Discover: due viste dedicate

Google ha previsto report distinti per due contesti. La Ricerca è la classica casella dove le persone digitano una domanda. Discover è il flusso di contenuti che Google mostra in modo proattivo su smartphone, senza che nessuno cerchi nulla: una fonte di traffico enorme e spesso trascurata dalle piccole imprese. Avere viste separate ti permette di capire dove l’AI ti sta già valorizzando e dove invece c’è terreno da conquistare.

Rappresentazione astratta di AI Overviews e AI Mode nella ricerca Google
Le risposte generate dall’AI cambiano il modo in cui le persone trovano – o non trovano – la tua azienda.

Perché è importante per aziende e professionisti?

Perché sposta la misura del successo. Per quindici anni il marketing sui motori di ricerca ha avuto un’unica ossessione: salire di posizione. Oggi la posizione resta utile, ma diventa solo una parte del quadro. La nuova domanda è: quando un potenziale cliente fa una domanda e Google risponde con l’AI, la mia attività viene citata? I nuovi report ti danno per la prima volta un modo concreto di rispondere con i numeri.

Per un’azienda significa tre cose molto pratiche. Primo, puoi capire se gli investimenti che fai in contenuti e sito stanno producendo visibilità anche nel canale AI, che cresce di mese in mese. Secondo, puoi scoprire su quali domande sei già una fonte autorevole e su quali, invece, l’AI preferisce i tuoi concorrenti. Terzo, puoi prendere decisioni basate sui dati anziché su sensazioni: dove rafforzare, cosa scrivere, quali pagine migliorare. Per un professionista – un avvocato, un commercialista, un fisioterapista, un consulente – il discorso è identico: la prima impressione oggi spesso non avviene più sul sito, ma dentro una risposta generata dall’AI che decide se nominarti o no.

GEO contro SEO: cosa cambia davvero

La SEO, l’ottimizzazione per i motori di ricerca, punta a far comparire le tue pagine il più in alto possibile tra i risultati. La GEO – Generative Engine Optimization, l’ottimizzazione per i motori generativi – punta a far sì che l’AI scelga i tuoi contenuti come fonte quando costruisce una risposta. Non sono due mondi opposti: la GEO si appoggia su solide fondamenta SEO. Ma cambia l’obiettivo finale.

Dalla posizione alla citazione

Nel mondo dei link blu vincevi se l’utente cliccava su di te. Nel mondo dell’AI vinci se l’algoritmo ti considera abbastanza chiaro, affidabile e pertinente da inserirti nella risposta. Questo premia contenuti che rispondono in modo diretto a domande reali, scritti con un linguaggio comprensibile, organizzati in modo ordinato, sostenuti da segnali di competenza e fiducia. È esattamente la direzione che Google indica da mesi: a maggio 2026 aveva già pubblicato una guida ufficiale su come ottimizzare i contenuti per l’AI generativa, e con questi report aggiunge finalmente lo strumento per misurarne gli effetti.

Cosa dovrebbe fare ora un’azienda?

La risposta breve: collegare Search Console, leggere i nuovi report e impostare una strategia di contenuti pensata per le domande dei clienti. La risposta lunga è una sequenza di passi concreti che puoi avviare già questa settimana.

  1. Verifica di avere Search Console. Se non l’hai mai collegato, è il primo passo: senza, non vedrai nessun dato. Si collega gratuitamente al dominio del tuo sito.
  2. Apri i nuovi report sull’AI generativa e osserva su quali ricerche compari già dentro le risposte AI. Sono il tuo punto di partenza, le tue parole “che funzionano”.
  3. Mappa le domande dei tuoi clienti. Annota le dieci domande che ti fanno più spesso al telefono o in negozio. Sono quelle che le persone fanno anche all’AI.
  4. Crea o riscrivi contenuti che rispondono a quelle domande in modo diretto, con un paragrafo chiaro nei primi 200 caratteri e poi l’approfondimento.
  5. Rafforza i segnali di fiducia: recensioni, scheda Google aggiornata, pagine “Chi siamo” e contatti complete, dati aziendali coerenti ovunque.
  6. Misura ogni mese. Confronta le impression nei report AI nel tempo: è così che capisci se stai guadagnando o perdendo terreno.

Se la cosa ti sembra complessa, è normale: è esattamente il lavoro che un’agenzia specializzata fa per te. Su questo abbiamo costruito i nostri servizi: dal sito web professionale pensato per farsi trovare al sistema per trasformare le visite in clienti reali.

Dashboard astratta che misura la visibilita del sito nei motori AI
Con i nuovi report puoi finalmente misurare – e non solo immaginare – la tua presenza nei motori AI.

Un esempio concreto

Immagina un’enoteca con cucina nei Castelli Romani. Un turista a Frascati apre Google e scrive: “dove bere un buon vino dei Castelli stasera vicino a me”. Un anno fa avrebbe visto una lista di locali e avrebbe scorso le recensioni. Oggi Google gli risponde con un riquadro AI che suggerisce tre posti, spiegando perché. Se l’enoteca ha un sito che descrive con chiarezza la sua proposta, una scheda Google curata e qualche contenuto che risponde a domande del tipo “quali vini provare nei Castelli”, ha buone probabilità di essere citata. Se invece online è muta, semplicemente non entra nella risposta, e quel cliente va da un altro. I nuovi report servono proprio a capire da che parte stai, e a intervenire prima che lo facciano i concorrenti. È lo stesso ragionamento che applichiamo quando lavoriamo sulla visibilità locale delle attività di Frascati e dei Castelli.

Gli errori più comuni da evitare

  • Pensare che l’AI sia una moda passeggera. Le funzionalità generative sono ormai integrate nella Ricerca e crescono; ignorarle significa regalare visibilità a chi si muove prima.
  • Provare a “ingannare” l’algoritmo. Google è stato esplicito: le policy anti-spam valgono anche per l’AI e comprare o manipolare citazioni è vietato. Le scorciatoie si pagano con penalizzazioni.
  • Scrivere contenuti gonfi e vuoti. L’AI premia chiarezza e sostanza, non muri di parole generiche. Meglio una risposta precisa che tre pagine che girano intorno al punto.
  • Non collegare Search Console. Senza lo strumento attivo non hai alcun dato: navighi a vista mentre i concorrenti hanno la bussola.
  • Guardare i numeri una volta sola. La visibilità nei motori AI è dinamica: va monitorata con costanza, non controllata una volta l’anno.

Il punto di vista di Exclusiwe

Noi la leggiamo così: Google sta ufficializzando un cambio di paradigma che molti imprenditori non hanno ancora messo a fuoco. Non si tratta di rincorrere l’ultima novità tecnologica, ma di capire che il modo in cui i clienti trovano le aziende sta cambiando sotto i nostri occhi, e che ora abbiamo finalmente uno strumento per misurarlo. La buona notizia è che le basi restano quelle di sempre: un sito chiaro e veloce, contenuti utili che rispondono a domande vere, una reputazione solida fatta di recensioni e coerenza. Chi ha lavorato bene sulla SEO parte avvantaggiato sulla GEO.

Il nostro consiglio agli imprenditori e ai professionisti del territorio è semplice: non aspettate. Collegate Search Console, iniziate a leggere i dati e costruite, un contenuto alla volta, una presenza che l’AI non possa ignorare. Se volete un partner che lo faccia con voi, dal sito alle automazioni che fanno risparmiare tempo fino alla presenza sui social, siamo qui per questo. E se volete restare aggiornati, continuate a seguire le News dal Futuro.

Domande frequenti

Cosa sono i nuovi report sull’AI generativa di Search Console?

Sono report introdotti da Google il 3 giugno 2026 che mostrano quanto il tuo sito è visibile dentro le funzionalità di AI generativa della Ricerca, come gli AI Overviews e l’AI Mode, con viste dedicate per Ricerca e Discover.

Devo pagare per usarli?

No. Search Console è uno strumento gratuito di Google. Serve solo collegarlo al dominio del tuo sito; i nuovi report sono disponibili al suo interno.

La SEO tradizionale non serve più?

Serve eccome. La GEO, l’ottimizzazione per i motori generativi, si appoggia su solide basi SEO. Cambia l’obiettivo: non solo salire di posizione, ma diventare una fonte che l’AI sceglie di citare.

Cosa può fare subito una piccola attività?

Collegare Search Console, mappare le domande più frequenti dei clienti, creare contenuti che rispondono in modo diretto e curare i segnali di fiducia come recensioni e scheda Google. Poi misurare i risultati mese dopo mese.

È lecito provare a comparire più spesso nelle risposte AI?

Sì, se lo fai con contenuti onesti e utili. Google ha però chiarito che le policy anti-spam valgono anche per l’AI: manipolare o comprare citazioni è vietato e può portare a penalizzazioni.

Fonte: Google Search Central Blog – Introducing Search Generative AI performance reports in Search Console (3 giugno 2026). Per approfondire la nostra visione su SEO, AI e crescita delle imprese, parliamone insieme.

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