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Google apre l’AI Mode dentro le AI Overviews: cosa cambia per la tua azienda

Google ha confermato che per una parte delle ricerche la risposta generata dall’AI si apre già estesa, senza il pulsante “Mostra altro”, spingendo i risultati organici molto più in basso. Tre giorni dopo ha aperto a tutti i siti il report che misura quanto compari dentro quelle risposte.

Di Luca Giovannetti · 3 settembre 2026 · News dal Futuro · 14 min di lettura

Il 28 agosto 2026 Google ha confermato una cosa che gli addetti ai lavori aspettavano da mesi e che la maggior parte degli imprenditori non ha nemmeno notato: per una parte delle ricerche, la risposta generata dall'intelligenza artificiale non è più un riassunto da aprire con un clic. Si apre da sola, occupa quasi tutto lo schermo e sotto ha già pronta la casella per fare la domanda successiva. Il pulsante "Mostra altro", quello che fino a poche settimane fa teneva l'AI Overview compressa in poche righe, per quelle ricerche non c'è più.

Tradotto per chi ha un'azienda: i dieci link blu, cioè i risultati su cui si è costruita vent'anni di visibilità online, in quelle ricerche finiscono molto più in basso. E tre giorni dopo, il 31 agosto, Google ha fatto la seconda mossa: ha aperto a tutti i siti del mondo il report che misura quanto compari dentro quelle risposte AI. Le due notizie sono arrivate a distanza di settantadue ore e vanno lette insieme, perché una descrive il problema e l'altra ti dà finalmente lo strumento per misurarlo.

In breve
  • Dal 28 agosto 2026 Google espande automaticamente le AI Overviews in risposte complete stile AI Mode, con la casella "Chiedi qualsiasi cosa" già aperta e senza il pulsante "Mostra altro".
  • Google ha confermato ufficialmente il cambiamento: succede "per alcune query, sugli argomenti dove i nostri sistemi ritengono sia più utile".
  • Se l'utente ha già iniziato a scorrere la pagina, l'espansione viene annullata per non fargli perdere il punto di lettura.
  • Dal 31 agosto 2026 il report sulle prestazioni nelle funzionalità di AI generativa e il controllo per escludersi sono attivi su tutti i siti a livello mondiale in Google Search Console.
  • Il report mostra impressioni, pagine, paesi, dispositivi e andamento nel tempo, ma non i clic e non le query: cambia il modo in cui va letto il traffico.

Cosa è successo davvero il 28 agosto

Fino a poco tempo fa il funzionamento era questo: cercavi qualcosa su Google, in cima compariva un blocco di risposta generata dall'AI lungo tre o quattro righe, e se volevi il resto cliccavi "Mostra altro". Quel pulsante era una soglia. Molti utenti non lo premevano, scorrevano oltre e finivano sui risultati organici, cioè sui siti delle aziende.

Da fine agosto, per una parte delle ricerche, quella soglia è sparita. La pagina carica direttamente la risposta estesa, quella che prima si vedeva solo entrando in AI Mode, e sotto apre già il campo per la domanda di follow-up. Non è un test partito in sordina: è stato Google stesso a confermarlo a Search Engine Roundtable, con una dichiarazione precisa di un portavoce. "Per alcune query, le AI Overviews possono espandersi dinamicamente sugli argomenti dove i nostri sistemi determinano che sia più utile per le persone", ha spiegato l'azienda, aggiungendo che secondo le loro ricerche gli utenti trovano la ricerca più utile e approfondiscono di più.

Il giorno successivo è intervenuto anche Robby Stein, che in Google si occupa proprio di prodotto sulla Ricerca, per aggiungere un dettaglio tecnico che vale la pena conoscere: se l'utente ha già iniziato a scorrere la pagina, l'espansione automatica si blocca, per non spostargli sotto gli occhi il contenuto che stava leggendo. È una precisazione piccola ma dice molto: Google sa perfettamente che questa espansione è invasiva, e la calibra.

Nella stessa settimana è arrivata anche un'altra conferma che va nella stessa direzione: AI Mode è passato a girare su Gemini 3.8 Flash, la versione più recente e veloce del modello. Google non sta sperimentando: sta consolidando l'AI Mode come esperienza di ricerca predefinita, e lo sta facendo alla velocità con cui aggiorna i motori sotto il cofano.

Fonte: Search Engine Roundtable, "Google AI Overviews Pushing Searchers Into AI Mode, Drops Show More Button" — 28 agosto 2026.

Perché è importante per aziende e professionisti?

Perché sposta il punto in cui si decide se un cliente ti trova o non ti trova. Fino a ieri la partita si giocava sulla posizione: essere primo, secondo o terzo nei risultati organici faceva la differenza tra un telefono che squilla e uno che resta muto. Adesso, sulle ricerche dove Google espande la risposta AI, la prima cosa che una persona vede non è un elenco di aziende: è un testo che risponde alla sua domanda, con qualche link citato dentro, e un invito a chiedere altro.

Questo produce tre effetti concreti su un'attività locale o su uno studio professionale. Il primo: cala la quota di ricerche informative che portano una visita al sito, perché la risposta viene consumata dentro Google. Il secondo: aumenta il peso delle ricerche con intento commerciale chiaro, quelle in cui una persona vuole un preventivo, un appuntamento, un numero da chiamare, dove il clic resta necessario. Il terzo, il più sottovalutato: cambia il valore di essere citati. Non basta più posizionarsi, serve essere la fonte che il modello usa per costruire la risposta.

C'è un aspetto che rassicura chi lavora sul territorio. Le ricerche locali con intento immediato — "elettricista aperto adesso", "commercialista a Frascati", "gommista vicino a me" — restano governate soprattutto dalla scheda Google e dai risultati di mappa, dove l'AI Overview espansa ha meno spazio e meno senso. Chi ha investito su local SEO e scheda Google fatta bene è in una posizione più difesa di chi vive solo di articoli informativi. Ma è una difesa, non un'immunità.

La seconda notizia: Search Console apre i dati sull'AI a tutti

Il 31 agosto 2026 Google ha completato il rilascio globale di due funzioni che erano in distribuzione lenta da giugno: il report sulle prestazioni nelle funzionalità di AI generativa e il controllo per decidere se comparire o meno in quelle funzionalità. La nota ufficiale nella documentazione di Google è netta: a partire dal 31 agosto 2026 il controllo è stato distribuito a tutti i siti web in tutto il mondo.

Questo è il pezzo di notizia che nessuno ha raccontato agli imprenditori, ed è quello che vale di più. Per due anni la domanda "ma io compaio dentro le risposte dell'AI?" non aveva una risposta misurabile: si andava a sensazione, a controlli manuali, a strumenti di terze parti che stimavano. Da oggi il dato è dentro lo stesso pannello che qualsiasi azienda con un sito dovrebbe già avere aperto.

Rappresentazione astratta del report sulle prestazioni nelle funzionalità di AI generativa di Google Search Console
Il nuovo report misura impressioni, pagine, paesi e dispositivi dentro le funzionalità AI. I clic e le query, invece, restano fuori.

Cosa contiene il report

Il report compare come scheda espandibile dentro il rapporto Prestazioni di Search Console e mette a disposizione cinque dimensioni. Impressioni: quante volte gli URL del tuo sito sono comparsi nelle funzionalità di AI generativa in Ricerca e in Discover. Pagine: quali URL specifici sono stati mostrati dentro le funzionalità AI. Paesi: la visibilità divisa per nazione. Dispositivi: da quale device le persone ti hanno visto. Date: l'andamento nel tempo, con granularità oraria, giornaliera, settimanale e mensile.

Per un'azienda la dimensione più utile è "Pagine". Ti dice quali contenuti il modello considera abbastanza affidabili da citare. Non è una vanity metric: è la mappa di quale parte del tuo sito sta lavorando per te dentro l'AI, e quindi di quale tipo di contenuto ha senso produrre nei prossimi mesi.

Cosa non contiene, e perché conta

Il report non ha i dati di clic e non ha i dati di query. Sono due assenze pesanti e vanno capite bene, perché cambiano il modo in cui leggi i tuoi numeri.

Niente clic significa che non puoi calcolare un CTR delle funzionalità AI. Puoi sapere quante volte sei stato mostrato, non quante volte ti hanno scelto. La conseguenza pratica è che se questo mese vedi le impressioni totali salire e le sessioni sul sito restare ferme, non è necessariamente un problema del sito: può essere semplicemente la nuova fisica della ricerca. Le persone ti vedono dentro una risposta e non hanno bisogno di entrare.

Niente query significa che non sai su quali domande vieni citato. Devi dedurlo dalle pagine: se la guida su un tema compare spesso nelle funzionalità AI, quel tema è il tuo territorio riconosciuto. È una deduzione, non una certezza, e va trattata come tale.

Fonti: Guida di Google Search Console — Controllo dell'AI generativa della Ricerca e Search Engine Roundtable, "Global: Google Search Console AI Performance Report & AI Control" — 1 settembre 2026.

Il controllo per escludersi: conviene davvero usarlo?

Insieme al report, Google ha reso globale un interruttore che permette a chi possiede un sito di escludere i propri contenuti dalle funzionalità di AI generativa: AI Overviews, AI Mode e le funzionalità AI dentro il feed Discover. Si trova in Search Console, sotto Impostazioni, alla voce "AI generativa nella Ricerca". Le opzioni sono tre: includere, escludere, oppure ereditare l'impostazione dalla proprietà principale. Per impostazione predefinita tutte le proprietà sono su "includi".

La tentazione, per chi ha visto scendere il traffico, è chiara: mi sfilo, così smettono di usare i miei contenuti. È una reazione comprensibile e nella quasi totalità dei casi è la scelta sbagliata per una PMI o uno studio professionale. Escludersi non riporta indietro il clic: toglie semplicemente il tuo nome dalla risposta che l'utente leggerà comunque, costruita con i contenuti di qualcun altro. La documentazione di Google lo dice apertamente: i contenuti degli altri siti continueranno a essere disponibili in quelle funzionalità e potrebbero risultare simili ai tuoi.

Ci sono due precisazioni tecniche importanti. La prima: Google specifica che questo controllo non viene usato come segnale di ranking e non influisce sulle altre parti della Ricerca, quindi escludersi non ti penalizza nei risultati classici. La seconda: questo interruttore non ha nulla a che vedere con l'addestramento dei modelli, per il quale esiste un meccanismo separato chiamato Google-Extended. Chi vuole limitare l'addestramento e chi vuole limitare la comparsa nelle risposte deve agire su due leve diverse. Modificare il controllo ha effetto in genere entro uno o due giorni.

Ha senso valutare l'esclusione solo in casi molto specifici: editori che vivono di pubblicità sulle pagine, banche dati proprietarie, contenuti a pagamento. Per un'azienda che usa il sito per farsi trovare e generare contatti, uscire dalle risposte AI equivale a togliere l'insegna dal negozio perché passano troppe persone che guardano senza entrare.

Cosa cambia concretamente nei numeri della tua attività

Il rischio più grande delle prossime settimane non è tecnico, è interpretativo. Molti imprenditori guarderanno Analytics, vedranno le visite giù rispetto all'anno scorso e trarranno la conclusione sbagliata: il sito non funziona più, l'agenzia non sta lavorando, la SEO è morta. Alcuni taglieranno il budget proprio nel momento in cui servirebbe spostarlo.

La lettura corretta richiede di separare tre blocchi. Il primo è il traffico informativo: le persone che arrivavano leggendo una guida o un approfondimento. Questo blocco è quello sotto pressione, ed è normale che scenda. Il secondo è il traffico transazionale: chi cerca un preventivo, un orario, un contatto, una sede. Questo blocco tiene, e se sta scendendo il problema è vero e va affrontato. Il terzo è la visibilità dentro l'AI, che prima non si vedeva e adesso ha un suo report dedicato.

Un'azienda che oggi guarda solo il primo blocco si spaventa. Un'azienda che guarda tutti e tre capisce se sta perdendo mercato o se sta semplicemente cambiando il modo in cui viene incontrata. Questa distinzione è la stessa che raccontiamo quando spieghiamo come misurare il ritorno reale del marketing per una piccola attività: i numeri contano se sai quali guardare.

Cosa dovrebbe fare ora un'azienda?

Non serve rifare il sito e non serve buttare via la strategia. Servono sei passaggi concreti, nell'ordine, e la maggior parte si fa in un pomeriggio.

  1. Apri il report AI in Search Console. Vai su Prestazioni e cerca la scheda espandibile dedicata alle funzionalità di AI generativa. Se non la vedi, nella maggior parte dei casi è perché il tuo sito non ha ancora dati sufficienti, non perché sei escluso.
  2. Verifica in che stato è il controllo. Impostazioni, voce "AI generativa nella Ricerca". Controlla che sia su "includi" e che non stia ereditando un'impostazione sbagliata da una proprietà superiore. È un controllo di trenta secondi che nessuno fa.
  3. Fotografa i numeri di oggi. Segnati impressioni AI, pagine citate e sessioni organiche di questo mese. Senza una baseline di partenza, fra tre mesi non saprai distinguere un calo reale da un cambio di comportamento.
  4. Separa i contenuti informativi da quelli commerciali. Fai l'elenco delle pagine che rispondono a domande e di quelle che vendono. Le prime lavorano ormai per la citazione dentro l'AI, le seconde per il contatto. Vanno scritte e misurate in modo diverso.
  5. Rendi le pagine citabili. Risposta diretta nei primi due paragrafi, dati verificabili con fonte e data, autore riconoscibile con competenze reali, dati strutturati corretti, informazioni aziendali coerenti ovunque. È il lavoro che abbiamo descritto nella guida su come farsi trovare dai motori AI e che oggi ha finalmente un report che lo verifica.
  6. Sposta peso sui canali che possiedi. Contatti raccolti, WhatsApp, email, richieste di preventivo. Se una parte del traffico non arriva più al sito, il valore si costruisce trattenendo meglio chi arriva: è esattamente la logica di un percorso strutturato che porta il contatto fino alla vendita.

Gli errori comuni che stiamo vedendo in queste settimane

Escludersi d'istinto dalle funzionalità AI. È l'errore più costoso e ora è a portata di un clic in Search Console. Toglie la citazione, non riporta il clic.

Confrontare le visite di oggi con quelle di due anni fa. Sono due mondi diversi. Il confronto sensato è tra contatti generati, non tra sessioni.

Riempire il sito di articoli generici per "esserci di più". I contenuti che vengono citati sono quelli con informazioni che il modello non trova identiche altrove: dati tuoi, casi tuoi, prezzi, tempi, procedure. Il testo generico non entra nelle risposte, e non entrava nemmeno prima.

Ignorare la scheda Google. Molte ricerche che contano per un'attività locale non passano nemmeno dall'AI Overview: passano dalla mappa. Chi trascura la scheda perde clienti per motivi che non hanno niente a che fare con l'AI.

Aspettare che la situazione si stabilizzi. Non si stabilizzerà. Tra agosto e settembre 2026 abbiamo avuto lo spam update di agosto, l'espansione automatica delle AI Overviews, il rilascio globale del report AI e un cambio di modello sotto AI Mode. Il ritmo è questo.

Un esempio concreto

Prendiamo uno studio di commercialisti nei Castelli Romani con un blog curato. Nel 2024 la guida "quando conviene il regime forfettario" portava contatti ogni mese: la persona cercava, leggeva, si convinceva, compilava il modulo. Oggi quella stessa domanda riceve una risposta completa dentro Google, magari citando anche quello studio come fonte. La visita non arriva. Il fatturato del blog, letto come traffico, sembra crollato.

Ma nel report AI quella pagina risulta tra le più mostrate del sito, con impressioni in crescita. Il nome dello studio compare nella risposta che centinaia di persone leggono ogni settimana. Il lavoro non è sparito: si è spostato dal clic alla reputazione. La reazione corretta non è cancellare la guida, è aggiungere accanto a quella pagina una via di contatto immediata e una pagina commerciale forte su "apertura partita IVA e regime forfettario nei Castelli Romani", che intercetta chi ha già deciso e vuole un professionista, non una spiegazione.

Lo stesso vale per un'attività commerciale a Frascati o a San Cesareo: la parte informativa perde clic, la parte "chi lo fa, dove, a quanto, quando" ne guadagna. Chi ha un sito costruito per generare contatti e non solo per essere letto, in questo passaggio guadagna posizioni sui concorrenti.

Il punto di vista di Exclusiwe

La nostra lettura è che questa settimana Google abbia chiuso un cerchio, e che l'abbia fatto in modo abbastanza onesto. Ha reso l'AI la risposta predefinita e, quasi contemporaneamente, ha dato a chiunque abbia un sito lo strumento per vedere quanto pesa dentro quelle risposte e la libertà di uscirne. Non capita spesso che un cambiamento di questa portata arrivi con il suo misuratore incluso.

Quello che diciamo ai clienti è che il lavoro non cambia natura, cambia obiettivo finale. Fino a ieri l'obiettivo di un contenuto era portare una persona sul sito. Da oggi l'obiettivo è duplice: portare le persone che devono comprare, ed essere la fonte citata per tutte le altre. Sono due mestieri diversi che vivono sullo stesso sito e chiedono contenuti diversi.

La seconda cosa che diciamo è più scomoda: aumenta il valore di quello che l'AI non può replicare. Un preventivo fatto bene, una risposta a un messaggio in dieci minuti invece che in due giorni, un appuntamento fissato senza tre telefonate. Se la visibilità informativa si comprime, la differenza la fa la macchina che sta dietro al contatto. È il motivo per cui negli ultimi mesi il lavoro sulle automazioni aziendali è cresciuto più di qualsiasi altra area: quando arrivano meno visite ma più qualificate, sprecarne una costa molto di più di prima.

Domande frequenti

Il mio sito perderà traffico a causa di questo cambiamento?

Probabilmente sì sulla parte informativa, e in misura variabile a seconda del settore. Le ricerche in cui una persona vuole capire qualcosa sono quelle più esposte all'espansione automatica delle AI Overviews. Le ricerche in cui vuole comprare, prenotare o contattare qualcuno restano molto più stabili, perché la risposta AI non può sostituire il preventivo o l'appuntamento.

Come faccio a sapere se compaio dentro le risposte AI di Google?

Da fine agosto 2026 lo vedi in Google Search Console: apri il rapporto Prestazioni e cerca la scheda dedicata alle funzionalità di AI generativa. Trovi impressioni, pagine, paesi, dispositivi e andamento nel tempo. Se la scheda non compare, di solito significa che il sito non ha ancora dati sufficienti.

Conviene escludere il mio sito dalle funzionalità AI di Google?

Per la quasi totalità delle PMI e degli studi professionali no. Escludendoti non recuperi il clic: elimini solo la tua citazione da una risposta che l'utente leggerà comunque, costruita con i contenuti dei concorrenti. Google specifica inoltre che il controllo non è un fattore di ranking, quindi non è una scelta che ti premia altrove.

Questo controllo impedisce a Google di addestrare l'AI sui miei contenuti?

No, sono due cose distinte. Il controllo dell'AI generativa della Ricerca riguarda solo la comparsa dei tuoi contenuti dentro AI Overviews, AI Mode e le funzionalità AI di Discover. Per limitare l'uso dei contenuti nell'addestramento dei modelli esiste un meccanismo separato, Google-Extended, che si gestisce a livello di crawler.

Devo riscrivere tutti i contenuti del sito?

No. Conviene partire dalle pagine che il report AI segnala come già citate e da quelle commerciali più importanti. Su queste vale la pena lavorare su risposta diretta in apertura, dati verificabili con fonte, autore riconoscibile e dati strutturati corretti. Il resto si sistema nel tempo, con priorità basate sui numeri e non sulle sensazioni.

In sintesi

Tra il 28 e il 31 agosto 2026 Google ha reso l'AI la risposta predefinita per una fetta crescente di ricerche e, nello stesso momento, ha dato a tutti gli strumenti per misurarla. Chi legge solo la prima metà della notizia si spaventa e taglia. Chi legge entrambe apre Search Console, guarda i numeri veri e decide dove spostare il lavoro.

Se vuoi capire come sta messa la tua azienda dentro questo passaggio — quali pagine ti stanno già citando, dove stai perdendo contatti davvero e cosa conviene sistemare per primo — scrivici: guardiamo insieme i tuoi dati e ti diciamo con franchezza cosa vale la pena fare e cosa no. Trovi altre analisi come questa nella sezione News dal Futuro.

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